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Infezione dell'alveolo dentale, trasmessa dalle parti molli adiacenti, che segue un'estrazione dentaria. I primi sintomi compaiono da 2 a 4 giorni dopo l'estrazione, con dolore localizzato alla zona d'estrazione, intermittente o continuo, fino talvolta a diventare insopportabile.
I segni obbiettivi sono scarsi: l'alveolo appare completamente esposto, vuoto e privo di coagulo, mentre i tessuti circostanti appaiono sani. E' presente una tumefazione periostea e una linfoadenite regionale; costante è la presenza di un odore di putrefazione. La terapia è combinata, farmacologica, con antibiotici ed analgesici, e chirurgica, con raschiamento dell'alveolo.
Lega per otturazioni composta da una parte liquida (mercurio) e da una parte solida di metalli (argento, stagno, rame, cadmio, ecc.). Per molti anni è stato il materiale da otturazione principalmente impiegato perche non particolarmente costoso, in grado di sostenere efficacemente le forti pressioni che si esercitano durante la masticazione e di non essere dissolto dalla saliva. Attualmente la sua utilizzazione è sempre più ridotta; addirittura in molte scuole di odontoiatria, come ad esempio quelle Norvegesi, il suo utilizzo non è più oggetto di insegnamento. Il motivo di questo progressivo disuso è Iegato alla messa in commercio di nuove resine composite, resistenti alla saliva ed alla pressione ma estremamente più estetiche, ed ai danni ambientali che l'accumulo di mercurio potrebbe promuovere. L'amalgama resta, peraltro, un materiale da otturazione sicuro, affidabile, duraturo. Rapporti internazionali ne hanno più volte sottolineato I'innocuità (http://www.ada.org/prof/resources/positions/statements/amalgam.asp}. E' un materiale estremamente resistente all'usura, dura molto facilmente oltre i 10 anni.
Per approfondire: http://www.ada.org./public/topics/fillings.asp
AI giorno d'oggi le procedure odontoiatriche sono assolutamente indolori. Questo importante requisito viene ottenuto grazie all'utilizzazione di farmaci anestetici che, dipendentemente dalla sede ove l'odontoiatra debba operare, vengono iniettati o in prossimità dell'elemento dentario (anestesia plessica-per l'anestesia dei denti dell'arcata superiore e per gli incisivi ed i canini dell'arcata inferiore) od al punto di emergenza dall'osso del nervo che si voglia anestetizzare (anestesia tronculare-per i premolari e molari dell'arcata inferiore). Nella fiala (tubo fiala) di anestetico è contenuto il principio attivo (lidocaina, mepivacaina, ecc) che agisce sulla conduzione nervosa ed una piccola percentuale di vasocostrittore (prevalentemente adrenalina) utile per mantenere più a lungo il principio attivo nella zona ove venga iniettato. Anni fa il principio attivo degli anestetici locali, la procaina, ha causato significativi problemi allergici. Oggi giorno questo rischio si è molto ridotto grazie ai nuovi principi attivi, anche se la massima attenzione va prestata ai casi in cui i pazienti sviluppino disturbi all'assunzione di anestetici. In un soggetto con funzioni metaboliche normali l'odontoiatra può, dipendentemente dal peso e dall'età, utilizzare senza problemi sino a sei tubofiale di anestetico. Questi anestetici si sono dimostrati sicuri anche nei soggetti che soffrano di disturbi cardiovascolari. In questi soggetti è particolarmente importante evitare I'autoproduzione di catecolamine endogene che aumentano in situazioni di stress. In questi pazienti è, quindi, particolarmente importante che l'odontoiatra controlli al meglio il dolore ed i livelli di ansia prescrivendo, quando indicato, l'assunzione di benzodiapine la sera prima ed un'ora prima della procedura. Nei soggetti con disturbi cardiocircolatori si suggeriscono, inoltre, sedute operatorie brevi (non più di trenta-quaranta minuti) effettuate possibilmente la mattina.
Per approfondire: http:// www.minervamedica.it/pdf/R02Y2003/R02Y2003N05A0428.pdf
Le protesi rimovibili parziali, i cosiddetti scheletrati, vengono trattenuti in sede sia per le loro caratteristiche di forma che grazie a mezzi di ritenzione. I più utilizzati mezzi di ritenzione sono i ganci e gli attacchi di precisione. Esistono vari tipi di attacchi di precisione. Essi sono inseriti nella parte rimovibile della protesi ed entrano con un meccanismo tipo incastro maschio- femmina nella parte fissa stabilizzandola con efficacia.







