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Glossario odontoiatrico
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ABLAZIONE DEL TARTARO
Eliminazione del Tartaro sopra e sotto gengivale e di depositi o colorazioni dentali. Si tratta di una manovra che necessita di uno strumentario adatto, manuale o ad ultrasuoni. Fa parte delle manovre di prevenzione delle patologie oro-dentali e si consiglia di effettuarla una volta ogni sei mesi, o più frequentemente nei casi di malattie parodontali di maggiore severità.
ABRASIONE DENTALE
Avviene per sfregamento intermittente delle superfici dentali da corpi estranei particolarmente duri, quali protesi incongrue, l'azione di spazzolini da denti molto duri, o continuo, tra superfici occlusali antagoniste.
AFTA
Viene definita afta una dolorosa ulcera all'interno della cavità orale causata da una rottura della mucosa. Viene altresì indicata come stomatite aftosa e ulcera aftosa, specialmente se la ferita è multipla o cronica. La parola deriva dal greco áphtha (= pustola).
ALGIA PULPARE
Sensibilità della polpa; dolore pulpare.
ALITOSI
L’alito, costituito dall’aria che si espira, è formato da vapore acqueo, alcuni gas e scorie microscopiche e, se si è sani e non si trascura l’igiene orale, risulta essere inodore. In particolari condizioni invece si modifica, assumendo odori caratteristici che consentono di massima di individuare l’origine di cosa li determina.
ALVEOLITE

Infezione dell'alveolo dentale, trasmessa dalle parti molli adiacenti, che segue un'estrazione dentaria. I primi sintomi compaiono da 2 a 4 giorni dopo l'estrazione, con dolore localizzato alla zona d'estrazione, intermittente o continuo, fino talvolta a diventare insopportabile.
I segni obbiettivi sono scarsi: l'alveolo appare completamente esposto, vuoto e privo di coagulo, mentre i tessuti circostanti appaiono sani. E' presente una tumefazione periostea e una linfoadenite regionale; costante è la presenza di un odore di putrefazione. La terapia è combinata, farmacologica, con antibiotici ed analgesici, e chirurgica, con raschiamento dell'alveolo.

AMALGAMA

Lega per otturazioni composta da una parte liquida (mercurio) e da una parte solida di metalli (argento, stagno, rame, cadmio, ecc.). Per molti anni è stato il materiale da otturazione principalmente impiegato perche non particolarmente costoso, in grado di sostenere efficacemente le forti pressioni che si esercitano durante la masticazione e di non essere dissolto dalla saliva. Attualmente la sua utilizzazione è sempre più ridotta; addirittura in molte scuole di odontoiatria, come ad esempio quelle Norvegesi, il suo utilizzo non è più oggetto di insegnamento. Il motivo di questo progressivo disuso è Iegato alla messa in commercio di nuove resine composite, resistenti alla saliva ed alla pressione ma estremamente più estetiche, ed ai danni ambientali che l'accumulo di mercurio potrebbe promuovere. L'amalgama resta, peraltro, un materiale da otturazione sicuro, affidabile, duraturo. Rapporti internazionali ne hanno più volte sottolineato I'innocuità (http://www.ada.org/prof/resources/positions/statements/amalgam.asp}. E' un materiale estremamente resistente all'usura, dura molto facilmente oltre i 10 anni.
Per approfondire: http://www.ada.org./public/topics/fillings.asp

ANCHILOSI DENTALE
Fusione fra il cemento radicolare e l'osso alveolare. Si può verificare in seguito ad un insulto infiammatorio di origine traumatica, su denti inclusi o reimpiantati o su denti decidui in corso di malattia sistemica al momento del riassorbimento fisiologico della sua porzione radicolare. E' un processo caratterizzato dapprima da una fase di rizolisi (vedi), poi dalla proliferazione di tessuto di riparazione intorno alla superficie radicolare.
ANESTESIA

AI giorno d'oggi le procedure odontoiatriche sono assolutamente indolori. Questo importante requisito viene ottenuto grazie all'utilizzazione di farmaci anestetici che, dipendentemente dalla sede ove l'odontoiatra debba operare, vengono iniettati o in prossimità dell'elemento dentario (anestesia plessica-per l'anestesia dei denti dell'arcata superiore e per gli incisivi ed i canini dell'arcata inferiore) od al punto di emergenza dall'osso del nervo che si voglia anestetizzare (anestesia tronculare-per i premolari e molari dell'arcata inferiore). Nella fiala (tubo fiala) di anestetico è contenuto il principio attivo (lidocaina, mepivacaina, ecc) che agisce sulla conduzione nervosa ed una piccola percentuale di vasocostrittore (prevalentemente adrenalina) utile per mantenere più a lungo il principio attivo nella zona ove venga iniettato. Anni fa il principio attivo degli anestetici locali, la procaina, ha causato significativi problemi allergici. Oggi giorno questo rischio si è molto ridotto grazie ai nuovi principi attivi, anche se la massima attenzione va prestata ai casi in cui i pazienti sviluppino disturbi all'assunzione di anestetici. In un soggetto con funzioni metaboliche normali l'odontoiatra può, dipendentemente dal peso e dall'età, utilizzare senza problemi sino a sei tubofiale di anestetico. Questi anestetici si sono dimostrati sicuri anche nei soggetti che soffrano di disturbi cardiovascolari. In questi soggetti è particolarmente importante evitare I'autoproduzione di catecolamine endogene che aumentano in situazioni di stress. In questi pazienti è, quindi, particolarmente importante che l'odontoiatra controlli al meglio il dolore ed i livelli di ansia prescrivendo, quando indicato, l'assunzione di benzodiapine la sera prima ed un'ora prima della procedura. Nei soggetti con disturbi cardiocircolatori si suggeriscono, inoltre, sedute operatorie brevi (non più di trenta-quaranta minuti) effettuate possibilmente la mattina.
Per approfondire: http:// www.minervamedica.it/pdf/R02Y2003/R02Y2003N05A0428.pdf

ANTISETTICI
Sostanze in grado di inibire la moltiplicazione dei germi sia in vitro che in vivo quando applicati su tessuti vitali. In genere vengono prescritti sotto forma di sciacqui e gargarismi, soluzioni topiche, pastiglie o collutori. Comprendono sostanze di varia natura chimica, quali: alcoli, alogeni, farmaci ossidanti, composti fenolici, surfactanti non ionici. Devono essere assunti in seguito a prescrizione medica.
ASIMMETRIA
Non corrispondenza delle strutture anatomiche del complesso cranio facciale in rapporto alla loro morfologia, sviluppo e posizione.
ATTACCHI

Le protesi rimovibili parziali, i cosiddetti scheletrati, vengono trattenuti in sede sia per le loro caratteristiche di forma che grazie a mezzi di ritenzione. I più utilizzati mezzi di ritenzione sono i ganci e gli attacchi di precisione. Esistono vari tipi di attacchi di precisione. Essi sono inseriti nella parte rimovibile della protesi ed entrano con un meccanismo tipo incastro maschio- femmina nella parte fissa stabilizzandola con efficacia.

 
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